Archivio Press Review

24-07-2010

La experiencia de una biotecnóloga en Italia

LaCapital.com
Intervista a Maria Celeste Robert, PhD student del Centro Studi Fegato.

A poco de comenzar la licenciatura en biotecnología en la Facultad de Ciencias Bioquímicas y Farmacéuticas de la UNR, Celeste Robert supo que en algún momento tendría que viajar a otro país para ampliar sus conocimientos. Y efectivamente eso es lo que ocurrió. Hoy forma parte de un equipo de investigadores de la Universidad de Trieste, en Italia, adonde viajó becada por la Embajada de Italia para cursar el doctorado en biomedicina molecular. Durante una breve estadía en Rosario donde se sumó a una investigación del Centro de Criobiología, Celeste dialogó con La Capital acerca de sus vivencias como investigadora en otro país.    “Desde enero del 2009 estoy haciendo la tesis doctoral en el Centro Studi Fegato (www.fegato.it) con la supervisión del doctor Claudio Tiribelli. Allí estudiamos el efecto que producen las altas concentraciones de bilirrubina en el cerebelo de ratas”, cuenta la joven de 33 años, que comparte el laboratorio con dos biotecnólogos graduados en la Universidad de Rosario, Carlos Coda Zabetta, de Casilda, y Pablo Giraudi, de Carlos Pellegrini.
(segue)

20-07-2010

Centro studi fegato, seconda candelina

Ci vuol fegato a scommettere sul successo di un centro in cui la ricerca di base è presupposto per l’attività clinica. Con i tempi che corrono e i chiari di luna sui finanziamenti meglio sarebbe non uscire da un comodo seminato, e limitarsi a curare bene i propri pazienti. Invece a Claudio Tiribelli, direttore del Centro Studi Fegato di Trieste, le sfide sono sempre piaciute e domani festeggerà i primi due anni della FIF, la Fondazione Italiana Fegato Onlus (www.fegato.it), nata da sinergie regionali che almeno in questo caso, hanno vibrato all’unisono. «La Fif è il punto di arrivo di accordi formalizzati con la Regione Fvg e altri enti, privati e non, per la costituzione di un soggetto che gestisca e coordini le ricerca di base sul fegato e le conseguenti applicazioni cliniche, nella nostra regione», spiega Tiribelli, che divide il suo tempo fra l’ospedale di Cattinara e i laboratori di Basovizza.

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18-05-2010

Centro studi fegato, 65mila euro per l'affitto

«In un momento in cui lo Stato dà poche garanzie per la ricerca, noi abbiamo fatto il grande salto diventando fondazione, l’unica del genere in Italia». Claudio Tiribelli, medico del fegato, docente universitario, laboratorio da 400 metri in Area di ricerca, 5000 pazienti di cui il 30% da fuori regione su cui fare sperimentazione e cura, 18 ricercatori «di otto nazionalità», così riesce a fare contratti di «almeno 5-10 anni» ai ricercatori, mentre un «grant» europeo non dura più di tre. Ha associato la Regione, con un finanziamento da ben 250 mila euro, le Aziende ospedaliere di Trieste e Udine con 30 mila, l’Area di ricerca con altri 30, e dall’Università ha ottenuto non denari (non ci sono) ma se stesso: la disponibilità di tempo stipendiato da dedicare al Centro studi. Da qui poi la caccia ad altri fondi, quelli cui attinge anche il Burlo Garofolo: Telethon, Airc, bandi europei.

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06-04-2010

Come salvarsi il fegato

(Studenti a colloquio con gli esperti)
Nei giorni scorsi, nell’aula magna dell'ospedale di Cattinara si è svolto un incontro tra gli studenti del liceo scientifico Galilei, dell'Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci e la Fondazione Italiana Fegato Onlus assieme all'Associazione italiana Trapiantati di Fegato.

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11-01-2010

Come curare le malattie del fegato

Le nuove frontiere nelle cure delle malattie epatiche, le sperimentazioni cliniche e soprattutto la continua prevenzione. Se ne parlerà domani nella sede della Casa della Musica, in via Capitelli 3, alle 17.30, nell'ambito di una conferenza a ingresso libero promossa dalla Associazione Culturale ”Amici Caffè del Gambrinus”, in collaborazione con la Fondazione Italiana Fegato, incontro dal titolo ” Le malattie del fegato: come curarle?” . In cattedra Claudio Tiribelli, direttore del Centro Clinico Studi Fegato di Trieste, sede inaugurata nel 2003 per cercare di agevolare la ricerca e l'educazione al particolare tipo di patologie che riguardano il fegato. Un tema di vasta portata che porta alla luce due indicazioni, importanti quanto estreme. In Italia, se è vero che l'eccellenza della medicina risulta all'avanguardia nel settore, è altrettanto appurato l'incidenza del numero di malati di epatite, un picco purtroppo ai vertici in Europa. Le attuali statistiche sono allarmanti ma le prospettive, affermano gli esperti, inducono all'ottimismo, grazie al lavoro dell'Aisf (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), le cui ricerche stanno fornendo continui incoraggianti risultati: «Risultati che sono lo specchio della realtà clinica nazionale - afferma una nota fornita dalla Fondazione Italiana Fegato - e che possono comportare una ricaduta pratica immediata. Se ogni regione ha una struttura dove poter fare ricerca innovativa, i pazienti possono giovarsi delle nuove scoperte e accedere alle cure migliori, senza sobbarcarsi particolari spostamenti di molti chilometri». Tra gli aspetti che verranno analizzati nel corso della conferenza figurano le analisi dei motivi scatenanti cirrosi e tumori, le cause della steatosi epatica e le modalità per l'individuazione degli anticorpi utili contro il virus della epatite C per scongiurare recidive dopo il trapianto. Ulteriori informazioni visitando il sito www.gambrinustrieste.it Francesco Cardella

Da "Il Piccolo"

12-12-2009

Fondazione Fegato onlus, Brischi nuovo presidente

Sergio Brischi, fondatore di Insiel e per 30 anni alla guida della spa, è il nuovo presidente della Fondazione Italiana Fegato onlus. Il manager, attualmente impegnato nei progetti di innovazione della città di Venezia, opererà in sinergia con Claudio Tiribelli, docente all’Università degli studi di Trieste, da sempre direttore del Centro Studi Fegato e del Centro Clinico Studi Fegato, attivo all’Ospedale di Cattinara. La nomina di Brischi si inquadra nel percorso che, dopo 15 anni di avviamento e di sviluppo del Centro Studi Fegato ospitato nell’Area science park, ha portato all’inserimento della struttura Fondazione italiana fegato onlus. Passaggio che ha dato maggior respiro alle ricerche in corso.

Da "Il Piccolo"