Archivio Press Review

28-01-2011

Centro studi sul fegato Ecco i dati sull’attività

Oggi alle 11 nell’aula magna dell’Anatomia patologica a Cattinara si presentano i dati d’attività del Centro clinico studi fegato (Csf), una delle realtà d’eccellenza dell’Azienda ospedaliero universitaria. Composto da una sezione clinica all’ospedale di Cattinara, dove si svolgono le attività di diagnosi, cura e la ricerca clinica e da una sezione di ricerca in Area science park, il Csf – che nel 2009 ha effettuato oltre 5 mila 500 prestazioni con 22 pazienti su cento provenienti da fuori Trieste e fuori regione – è impegnato, sul versante diagnostico e terapeutico, anche nella preparazione per il trapianto per il trattamento delle malattie di fegato. Alla ricerca sulle malattie epatiche (tra cui la steatosi dismetabolica, le patologie croniche, la cirrosi biliare primitiva, il tumore maligno del fegato) si abbina un’intensa attività di formazione. Nato nel 2005 il Csf lavora in stretta connessione con la Fondazione italiana per il fegato Onlus cui partecipano Ospedali riuniti di Trieste, Regione, Area science park, Centro medicina biomolecolare, Fondazione CrTrieste e altre realtà.
Da "Il Piccolo"

02-09-2010

Regione FVG, collaborazione sanitaria...

Da "L'ITALIANO"

UDINE - Strutturare un programma sanitario di collaborazione scientifica insieme alle autorita' argentine anche in campo oncologico e materno-infantile. E' l'obiettivo di una serie di incontri...

24-07-2010

"Quiero trabajar en mi ciudad"

LaCapital.com
Intervista a Maria Celeste Robert, PhD student del Centro Studi Fegato.

“El laboratorio de la Universidad de Trieste recibe a profesionales de todo el mundo. En total somos 6 argentinos, dos varones y cuatro mujeres, y la segunda lengua que hablamos es el español”, cuenta Celeste Robert, quien desde hace un año y medio cursa su doctorado en biomedicina en esa ciudad del norte italiano, ubicada en el límite con Croacia y Eslovenia.    Celeste trabaja desde las 9 a las 18 y comparte un departamento con otras personas. “A la salida nos juntamos todos los argentinos y vamos a tomar algo a un bar o a la casa de alguien”, comenta. Trieste posee 210 mil habitantes y tiene de fondo el mar Adriático y las montañas. “La ciudad es una cosa en verano y otra en el invierno, donde oscurece a las cuatro de la tarde y hace mucho frío”, relata.
(segue)

24-07-2010

La experiencia de una biotecnóloga en Italia

LaCapital.com
Intervista a Maria Celeste Robert, PhD student del Centro Studi Fegato.

A poco de comenzar la licenciatura en biotecnología en la Facultad de Ciencias Bioquímicas y Farmacéuticas de la UNR, Celeste Robert supo que en algún momento tendría que viajar a otro país para ampliar sus conocimientos. Y efectivamente eso es lo que ocurrió. Hoy forma parte de un equipo de investigadores de la Universidad de Trieste, en Italia, adonde viajó becada por la Embajada de Italia para cursar el doctorado en biomedicina molecular. Durante una breve estadía en Rosario donde se sumó a una investigación del Centro de Criobiología, Celeste dialogó con La Capital acerca de sus vivencias como investigadora en otro país.    “Desde enero del 2009 estoy haciendo la tesis doctoral en el Centro Studi Fegato (www.fegato.it) con la supervisión del doctor Claudio Tiribelli. Allí estudiamos el efecto que producen las altas concentraciones de bilirrubina en el cerebelo de ratas”, cuenta la joven de 33 años, que comparte el laboratorio con dos biotecnólogos graduados en la Universidad de Rosario, Carlos Coda Zabetta, de Casilda, y Pablo Giraudi, de Carlos Pellegrini.
(segue)

20-07-2010

Centro studi fegato, seconda candelina

Ci vuol fegato a scommettere sul successo di un centro in cui la ricerca di base è presupposto per l’attività clinica. Con i tempi che corrono e i chiari di luna sui finanziamenti meglio sarebbe non uscire da un comodo seminato, e limitarsi a curare bene i propri pazienti. Invece a Claudio Tiribelli, direttore del Centro Studi Fegato di Trieste, le sfide sono sempre piaciute e domani festeggerà i primi due anni della FIF, la Fondazione Italiana Fegato Onlus (www.fegato.it), nata da sinergie regionali che almeno in questo caso, hanno vibrato all’unisono. «La Fif è il punto di arrivo di accordi formalizzati con la Regione Fvg e altri enti, privati e non, per la costituzione di un soggetto che gestisca e coordini le ricerca di base sul fegato e le conseguenti applicazioni cliniche, nella nostra regione», spiega Tiribelli, che divide il suo tempo fra l’ospedale di Cattinara e i laboratori di Basovizza.

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18-05-2010

Centro studi fegato, 65mila euro per l'affitto

«In un momento in cui lo Stato dà poche garanzie per la ricerca, noi abbiamo fatto il grande salto diventando fondazione, l’unica del genere in Italia». Claudio Tiribelli, medico del fegato, docente universitario, laboratorio da 400 metri in Area di ricerca, 5000 pazienti di cui il 30% da fuori regione su cui fare sperimentazione e cura, 18 ricercatori «di otto nazionalità», così riesce a fare contratti di «almeno 5-10 anni» ai ricercatori, mentre un «grant» europeo non dura più di tre. Ha associato la Regione, con un finanziamento da ben 250 mila euro, le Aziende ospedaliere di Trieste e Udine con 30 mila, l’Area di ricerca con altri 30, e dall’Università ha ottenuto non denari (non ci sono) ma se stesso: la disponibilità di tempo stipendiato da dedicare al Centro studi. Da qui poi la caccia ad altri fondi, quelli cui attinge anche il Burlo Garofolo: Telethon, Airc, bandi europei.

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06-04-2010

Come salvarsi il fegato

(Studenti a colloquio con gli esperti)
Nei giorni scorsi, nell’aula magna dell'ospedale di Cattinara si è svolto un incontro tra gli studenti del liceo scientifico Galilei, dell'Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci e la Fondazione Italiana Fegato Onlus assieme all'Associazione italiana Trapiantati di Fegato.

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