Archivio Press Review

05-06-2012

Cecil ancora protagonista sulla stampa nazionale

La rivista nordesteuropa.it pubblica, nell’ultimo numero, un profilo della pluripremiata Cecil.

22-05-2012

12 Idee salva vita

da "Repubblica Velvet", edizione 06/2012

02-02-2012

Ricerca, diagnosi e cura si affiancano

E' una delle realtà d'eccellenza dell'Azienda Ospedaliero Universitaria. Il Csf-Centro studi fegato...

02-02-2012

Fegato, pazienti triplicati in 7 anni

In sette anni i pazienti sono più che triplicati superando i 6 mila. E all’aumentato afflusso ha fatto riscontro una crescita continua dell’attrazione nei confronti di malati provenienti dal resto della regione e da tutta Italia, e degli studiosi e ricercatori internazionali.

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02-12-2011

Aniversario del Centro Argentino Italiano de Criobiología (CAIC).

El Centro Binacional (Argentina - Italia) de Investigaciones en Criobiología Clínica y Aplicada celebra su segundo aniversario.
Con tal motivo, el 13 de Diciembre se llevará a cabo una serie de conferencias en el Salón Sur de la Sede de la Universidad Nacional de Rosario (Maipú 1065) a partir de las 16 hs.
Vedi sito "Universidad Nacional de Rosario"

23-11-2011

Staminali e fegato Cecile Sukowati premiata a Jakarta

Dall’Indonesia a Trieste per studiare l’applicazione delle cellule staminali nel tumore del fegato, e da qui nuovamente in Indonesia per ritirare il Premio Women in Science dell’Oreal-Unesco. È la storia recente di Cecile Sukowati, una delle tre vincitrici - su 80 concorrenti - del Premio L’Oreal per la sezione Scienze della vita, assegnatole a Jakarta da una giuria internazionale che ha premiato le sue ricerche innovative sul ruolo delle cellule staminali nell’epatocarcinoma. Sukowati lavora dal 2008 alla Fondazione italiana Fegato onlus, diretta da Claudio Tiribelli, e ha da poco conseguito il PhD a Trieste sotto la sua supervisione. «Stiamo lavorando - spiega Sukowati - per individuare, sulle cellule staminali epatiche, un marcatore cellulare di tumore che indichi la progressione verso la condizione maligna». Il carcinoma epatocellulare è il quinto al mondo per frequenza. «È anche fra i più eterogenei – precisa Sukowati - e questo significa che ogni paziente è diverso dagli altri e che una terapia standard è, in genere, poco efficace». Accade perché le cure farmacologiche si scontrano con la resistenza ai farmaci che le cellule maligne sviluppano precocemente nella progressione tumorale. Inoltre, sarebbero proprio alcune cellule staminali a dare il via al tumore, cellule che, a loro volta, possono essere molto resistenti ai farmaci chemioterapici. «Per questo motivo la ricerca procede con un obiettivo concreto - dice Tiribelli -. Realizzare una strategia terapeutica che permetta di intervenire precocemente senza ricorrere alle misure terapeutiche oggi più usate, purtroppo curative solo per piccoli tumori localizzati». (c.s.)

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14-09-2011

A caccia del pigmento giallo con “Bilistick”

Dalla corsia di un ospedale allo screening di popolazione il passo può essere breve. Così è stato per “Bilistick”, test rapido di misurazione della bilirubina, che porta la firma di Claudio Tiribelli, direttore della Fondazione italiana Fegato-Onlus, del vice Cristina Bellarosa e di Richard Partridge Wennberg dell’Università di Washington. Tiribelli e colleghi, con il supporto di Innovation Factory, l’incubatore di Area Science Park, hanno ideato un sistema rapido e dai costi contenuti per la misurazione nel sangue della bilirubina totale, pigmento giallo-rosso frutto della degradazione dell’emoglobina dei globuli rossi, causa dell’ittero neonatale. In molti casi l’ittero regredisce spontaneamente; a volte, però, è di particolare intensità e richiede un pronto intervento, poiché la bilirubina può danneggiare il sistema nervoso del neonato. Ed è qui che una diagnosi rapida ed efficace trova il suo impiego. «Bilistick – spiega Tiribelli – si presta a un ampio uso: nei paesi in via di sviluppo, dove può eseguire il test anche personale non medico, al di fuori delle strutture ospedaliere. Nei paesi sviluppati, per abbattere tempi di attesa e costi, specie nei casi dubbi». Per lo sviluppo di Bilistick, il ricercatore argentino Carlos Coda Zabetta ha ricevuto un premio da parte del Working Capital-PNI, che sostiene l’innovazione italiana e promuove lo sviluppo di start-up. Al progetto hanno partecipato l’Università di Trieste, il Consorzio di biomedicina molecolare e la Microlab Srl di Padova.(c.s.)

Da "Il Piccolo"

15-02-2011

Notiziario per i soci A.I.T.F. - Delegazione Fvg - Anno 2010

Articolo sulla Fondazione all'interno del "Notiziario per i soci A.I.T.F. - Delegazione Fvg"

29-01-2011

Centro studi fegato, attività in crescita

Nell’arco di cinque anni le prestazioni sono aumentate di quasi un migliaio, gli accessi al day hospital sono triplicati e il tasso d’attrazione si è attestato sul 22%. Queste le cifre del Centro clinico per gli studi sul fegato (Csf) di Trieste: primo esempio a livello nazionale di una struttura capace di unire, in campo epatologico, la ricerca clinica e la cura dei pazienti alla ricerca di base.

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