Centro studi fegato, attività in crescita

I dati sono stati presentati ieri a Cattinara in un incontro cui hanno preso parte il direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria Francesco Cobello, il responsabile Csf Claudio Tiribelli, il prorettore della facoltà di Medicina Sergio Paoletti e il presidente della Fondazione italiana fegato. I numeri confermano lo sviluppo di questa realtà innovativa che fin dalla nascita, nel 2005, vede una stretta integrazione tra pubblico e privato e da luglio 2008 lavora in stretta connessione con la Fondazione italiana per il fegato Onlus che riunisce Ospedali riuniti di Trieste, Regione, Area science park, Centro medicina biomolecolare, Fondazione CRTrieste e altre realtà. La crescita è esponenziale: nel 2004 i pazienti erano 1850. Nel 2010 le prestazioni erogate dalla struttura - con tre medici, uno specializzando, tre infermieri, un amministrativo e tre operatori sociosanitari – sono state 5.900, di cui 3.139 controlli; 562 prime visite; 1838 prelievi e 355 infusioni, salassi o paracentesi. Buono il tasso d’attrazione. Su cento pazienti 22 arrivano infatti da fuori Trieste. Elevato infine il gradimento espresso dai pazienti, in un sondaggio che ha coinvolto 300 persone. Su cento intervistati 94 affermano di aver apprezzato molto o moltissimo la professionalità degli operatori; 98 di gradire l’organizzazione delle prestazioni e 91 la loro qualità. L’impegno del Centro studi fegato - che si esplica attraverso una sezione clinica, sita all’ospedale di Cattinara, dove svolgono le attività di diagnosi, di cura e la ricerca clinica e una sezione di ricerca in Area science park – si è concentrato anche nel 2010 sui percorsi diagnostici terapeutici. Intenso, ha sottolineato Tiribelli, anche l’impegno di formazione che coinvolge attualmente il Messico, l’Indonesia e l’Argentina mentre ricercatori e studiosi stranieri frequentano con regolarità il centro.

Da "Il Piccolo"

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