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Regione FVG, collaborazione sanitaria...
02/09/2010 - UDINE - Strutturare un programma sanitario di collaborazione scientifica insieme alle autorita' argentine anche in campo oncologico e materno-infantile. E' l'obiettivo di una serie di incontri...

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"Quiero trabajar en mi ciudad"
24/07/2010 - LaCapital.com
Intervista a Maria Celeste Robert, PhD student del Centro Studi Fegato.

“El laboratorio de la Universidad de Trieste recibe a profesionales de todo el mundo. En total somos 6 argentinos, dos varones y cuatro mujeres, y la segunda lengua que hablamos es el español”, cuenta Celeste Robert, quien desde hace un año y medio cursa su doctorado en biomedicina en esa ciudad del norte italiano, ubicada en el límite con Croacia y Eslovenia.    Celeste trabaja desde las 9 a las 18 y comparte un departamento con otras personas. “A la salida nos juntamos todos los argentinos y vamos a tomar algo a un bar o a la casa de alguien”, comenta. Trieste posee 210 mil habitantes y tiene de fondo el mar Adriático y las montañas. “La ciudad es una cosa en verano y otra en el invierno, donde oscurece a las cuatro de la tarde y hace mucho frío”, relata.
(segue)


La experiencia de una biotecnóloga en Italia
24/07/2010 - LaCapital.com
Intervista a Maria Celeste Robert, PhD student del Centro Studi Fegato.

A poco de comenzar la licenciatura en biotecnología en la Facultad de Ciencias Bioquímicas y Farmacéuticas de la UNR, Celeste Robert supo que en algún momento tendría que viajar a otro país para ampliar sus conocimientos. Y efectivamente eso es lo que ocurrió. Hoy forma parte de un equipo de investigadores de la Universidad de Trieste, en Italia, adonde viajó becada por la Embajada de Italia para cursar el doctorado en biomedicina molecular. Durante una breve estadía en Rosario donde se sumó a una investigación del Centro de Criobiología, Celeste dialogó con La Capital acerca de sus vivencias como investigadora en otro país.    “Desde enero del 2009 estoy haciendo la tesis doctoral en el Centro Studi Fegato (www.fegato.it) con la supervisión del doctor Claudio Tiribelli. Allí estudiamos el efecto que producen las altas concentraciones de bilirrubina en el cerebelo de ratas”, cuenta la joven de 33 años, que comparte el laboratorio con dos biotecnólogos graduados en la Universidad de Rosario, Carlos Coda Zabetta, de Casilda, y Pablo Giraudi, de Carlos Pellegrini.
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Centro studi fegato, seconda candelina
20/07/2010 - Ci vuol fegato a scommettere sul successo di un centro in cui la ricerca di base è presupposto per l’attività clinica. Con i tempi che corrono e i chiari di luna sui finanziamenti meglio sarebbe non uscire da un comodo seminato, e limitarsi a curare bene i propri pazienti. Invece a Claudio Tiribelli, direttore del Centro Studi Fegato di Trieste, le sfide sono sempre piaciute e domani festeggerà i primi due anni della FIF, la Fondazione Italiana Fegato Onlus (www.fegato.it), nata da sinergie regionali che almeno in questo caso, hanno vibrato all’unisono. «La Fif è il punto di arrivo di accordi formalizzati con la Regione Fvg e altri enti, privati e non, per la costituzione di un soggetto che gestisca e coordini le ricerca di base sul fegato e le conseguenti applicazioni cliniche, nella nostra regione», spiega Tiribelli, che divide il suo tempo fra l’ospedale di Cattinara e i laboratori di Basovizza. «La Fif è una sorta di ombrello sotto cui operano con comunione di intenti l’Area di ricerca, le due aziende Ospedaliero universitarie di Trieste e Udine con i rispettivi atenei, ma anche il Consorzio di biomedicina molecolare, il Cro di Aviano e l’Associazione italiana trapiantati di fegato». In questi anni il Csf ha centrato diversi obiettivi. Innanzitutto, è uno dei tre centri europei in cui clinica e laboratorio operano con l’idea della traslazionalità bidirezionale: trasferire i risultati della ricerca al malato e prendere spunto dalle osservazioni cliniche per sondare in laboratorio nuove ipotesi di studio. In secondo luogo, si tratta di una struttura con una forte capacità di attrazione: nel 2009 i pazienti visitati a Cattinara sono stati più di 7000, il 25% dei quali provenienti da fuori regione. Terzo, il Csf ha dimostrato una notevole capacità di fare scuola nel mondo. Il modello in vitro di steatosi realizzato dai ricercatori (ad oggi 6 italiani, 6 argentini, 1 indonesiana, 1 palestinese, 1 messicano, 1 bielorussa, 1 USA), rappresenta l’unico modello del genere disponibile per lo studio dei meccanismi con cui l’accumulo di grasso nel fegato può evolvere verso un tumore. «Al di là dell’entusiasmo e della bravura delle nostre equipe – sottolinea Tiribelli – abbiamo la fortuna di lavorare in una regione lungimirante e sensibile a tematiche di salute. La Fondazione CRTrieste ci ha sostenuti con 1 milione e 200 mila Euro negli anni 2003-6; nel triennio successivo un altro milione di Euro è venuto da UE, Telethon, Airc, Ministero Affari Esteri e Regione FVG. Ora vogliamo garantire una sicurezza a medio termine (3-5 anni) per il personale non di ruolo che vi lavora». (Cristina Serra)

Da "Il Piccolo"

Centro studi fegato, 65mila euro per l'affitto
18/05/2010 - «In un momento in cui lo Stato dà poche garanzie per la ricerca, noi abbiamo fatto il grande salto diventando fondazione, l’unica del genere in Italia». Claudio Tiribelli, medico del fegato, docente universitario, laboratorio da 400 metri in Area di ricerca, 5000 pazienti di cui il 30% da fuori regione su cui fare sperimentazione e cura, 18 ricercatori «di otto nazionalità», così riesce a fare contratti di «almeno 5-10 anni» ai ricercatori, mentre un «grant» europeo non dura più di tre. Ha associato la Regione, con un finanziamento da ben 250 mila euro, le Aziende ospedaliere di Trieste e Udine con 30 mila, l’Area di ricerca con altri 30, e dall’Università ha ottenuto non denari (non ci sono) ma se stesso: la disponibilità di tempo stipendiato da dedicare al Centro studi. Da qui poi la caccia ad altri fondi, quelli cui attinge anche il Burlo Garofolo: Telethon, Airc, bandi europei. «È finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia» afferma Tiribelli, in partenza per Giacarta, impegnato nel progetto avviato con la Regione a Buenos Aires per la creazione del primo centro di «crioconservazione» di organi per i trapianti d’Argentina, mentre altri accordi per esportare ricerca e tecnologia in corso con Messico, Indonesia, Egitto. Non solo, il dottore del fegato è anche revisore a Bruxelles dei progetti europei, così come (e lo ha raccontato ieri) Carlo Rizzuto, il presidente del Sincrotrone. In Area Tiribelli paga senza scomporsi 65 mila euro di affitto all’anno per 400 metri quadrati di laboratorio, servizi inclusima: «Ti dà servizi, facilitazioni, attrezzature, è vicina a Cattinara. Uno potrebbe chiedersi se serve un ”cinque stelle”. La risposta è sì. Devi essere trattato bene per fare ricerca, chi dice ”non posso farla” in realtà non vuole. Per questo serve il finanziamento a lungo termine». Chi ha voluto, e potuto, è stata in Area la Ital-Tbs, ora Tbs-Group, nata da un’intuizione nel 1987 (garantire gestione e manutenzione di apparecchiature e tecnolologie biomediche) e ora multinazionale anche nell’e-health in una decina di paesi europei e quotata in Borsa nel listino delle piccole e medie imprese, presidente e amministratore delegato Diego Bravar. Tutto partì da un progetto del Cnr, ma dopo i consistenti capitali pubblici ricevuti si trasformò anche in attore finanziario per acquisire investitori in Italia e all’estero. E l’Area tanto si è virata su questa rotta che cercando un consorzio di ricerca denominato «Innovaction relay centres» con basi in mezza Italia tra cui a Trieste in Area, si trova ormai dell’altro. Quello è sparito, si è trasformato in «Friend Europe», a base triveneta, tra i soci ha anche le Camere di commercio, Informest, Enea. Offre consulenze su tecnologie e finanziamenti, segnala opportunità di mercato, individua «partner tecnologici». Fa parte della Divisione trasferimento tecnologico, diretto da Stephen Taylor. «Abbiamo avuto una menzione come ”best pratice” della pubblica amministrazione per la nostra capacità di trovare finanziamenti: si pesa di meno sui fondi pubblici» dice Lara Dipace, la funzionaria. (g. z.)

Da "Il Piccolo"

Come salvarsi il fegato
06/04/2010 - (Studenti a colloquio con gli esperti)
Nei giorni scorsi, nell’aula magna dell'ospedale di Cattinara si è svolto un incontro tra gli studenti del liceo scientifico Galilei, dell'Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci e la Fondazione Italiana Fegato Onlus assieme all'Associazione italiana Trapiantati di Fegato.

L'incontro, dal titolo ”Ci vuole fegato”, aveva come scopo il dibattito e la promozione a una cultura della salute che viene troppo spesso dimenticata dai media e comunque quasi mai è rivolta ai più giovani. Partendo da questa considerazione e ricordando che troppo spesso i ragazzi sono protagonisti, loro malgrado, di episodi di cronaca, perché alla guida ubriachi o perché consumatori di droghe, il professor Tiribelli ha spiegato ai circa duecento partecipanti come comportarsi per non diventare pazienti del Centro clinico Studi Fegato.

La parte relativa alla donazione degli organi è stata affrontata dal professor Baccarani dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine, mentre la dottoressa Elena Fabbro ha brevemente raccontato la sua esperienza di trapiantata di fegato.
Gli studenti hanno partecipato con interesse alle informazioni che sono state via via fornite ed hanno dimostrato curiosità ed interesse anche circa il lavoro di ricerca che viene quotidianamente svolto al Centro Studi Fegato all’Area di ricerca. Il presidente della Fondazione italiana Fegato onlus, Sergio Brischi e Claudio Tiribelli, direttore scientifico della stessa, che hanno organizzato con l'Aitf l'evento, hanno manifestato la speranza che sempre più spesso ai giovani vengano proposte alternative culturali e scientifiche che li allontanino dai pericoli e più vicino alla consapevolezza e alla salute. L'augurio è che questa esperienza si possa ripetere coinvolgendo tutte le scuole.

Da "Il Piccolo"



Le terapie si creano tra letto e laboratorio
04/02/2010 - Da "Il Piccolo"

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Modello in vitro di steatosi per curare meglio i pazienti
03/02/2010 - Da "Il Piccolo"

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Centro per il fegato, pazienti triplicati
29/01/2010 - Da "Il Piccolo"

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Come curare le malattie del fegato
11/01/2010 - Le nuove frontiere nelle cure delle malattie epatiche, le sperimentazioni cliniche e soprattutto la continua prevenzione. Se ne parlerà domani nella sede della Casa della Musica, in via Capitelli 3, alle 17.30, nell'ambito di una conferenza a ingresso libero promossa dalla Associazione Culturale ”Amici Caffè del Gambrinus”, in collaborazione con la Fondazione Italiana Fegato, incontro dal titolo ” Le malattie del fegato: come curarle?” . In cattedra Claudio Tiribelli, direttore del Centro Clinico Studi Fegato di Trieste, sede inaugurata nel 2003 per cercare di agevolare la ricerca e l'educazione al particolare tipo di patologie che riguardano il fegato. Un tema di vasta portata che porta alla luce due indicazioni, importanti quanto estreme. In Italia, se è vero che l'eccellenza della medicina risulta all'avanguardia nel settore, è altrettanto appurato l'incidenza del numero di malati di epatite, un picco purtroppo ai vertici in Europa. Le attuali statistiche sono allarmanti ma le prospettive, affermano gli esperti, inducono all'ottimismo, grazie al lavoro dell'Aisf (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), le cui ricerche stanno fornendo continui incoraggianti risultati: «Risultati che sono lo specchio della realtà clinica nazionale - afferma una nota fornita dalla Fondazione Italiana Fegato - e che possono comportare una ricaduta pratica immediata. Se ogni regione ha una struttura dove poter fare ricerca innovativa, i pazienti possono giovarsi delle nuove scoperte e accedere alle cure migliori, senza sobbarcarsi particolari spostamenti di molti chilometri». Tra gli aspetti che verranno analizzati nel corso della conferenza figurano le analisi dei motivi scatenanti cirrosi e tumori, le cause della steatosi epatica e le modalità per l'individuazione degli anticorpi utili contro il virus della epatite C per scongiurare recidive dopo il trapianto. Ulteriori informazioni visitando il sito www.gambrinustrieste.it Francesco Cardella

Da "Il Piccolo"

Fondazione Fegato onlus, Brischi nuovo presidente
12/12/2009 - Sergio Brischi, fondatore di Insiel e per 30 anni alla guida della spa, è il nuovo presidente della Fondazione Italiana Fegato onlus. Il manager, attualmente impegnato nei progetti di innovazione della città di Venezia, opererà in sinergia con Claudio Tiribelli, docente all’Università degli studi di Trieste, da sempre direttore del Centro Studi Fegato e del Centro Clinico Studi Fegato, attivo all’Ospedale di Cattinara. La nomina di Brischi si inquadra nel percorso che, dopo 15 anni di avviamento e di sviluppo del Centro Studi Fegato ospitato nell’Area science park, ha portato all’inserimento della struttura Fondazione italiana fegato onlus. Passaggio che ha dato maggior respiro alle ricerche in corso.

Da "Il Piccolo"

L'allattamento al seno protegge il fegato...
18/11/2009 - Da "Il Piccolo"

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Inaugurazione del Cryocenter, Rosario (Argentina)
04/11/2009 -

Il giorno 27 ottobre us a Rosario (Argentina) è stato inaugurato il Cryocenter. Presenti alla cerimonia, che si è svolta nella sede del rettorato dell'Università degli Studi di Rosario, anche l'Addetto Scientifico dell'Ambasciata d'Italia a Buenos Aires, ing. Gabriele Paparo, il Console Italiano, Claudio Miscia, il viceministro della ricerca (MinCyt), dott. Ceccato ed il Presidente della Fundacion Ciudad de Rosario, dr. Oscar Fay.
Da sinistra: Alejandro Ceccatto, Viceministro MinCyT, Claudio Tiribelli, Direttore Fondazione Italiana Fegato e Joaquín V. Rodriguez, Direttore CAIC
Per la Fondazione Italiana Fegato erano presenti il prof. Claudio Tiribelli e la dott.ssa Sabrina Corsucci. Grande supporto all'iniziativa è stato dato dalla Camera di Commercio Italiana di Rosario e dalla Fundación de la Ciudad de Rosario.
Claudio Tiribelli, Direttore Fondazione Italiana Fegato
Il centro prevede investimenti da parte argentina per la copertura delle spese murarie e di personale.
Eduardo Seminara, Vicerettore dell'Universidad Nacional de Rosario
Dal lato italiano il Centro Studi Fegato, ha partecipato alla creazione del Centro grazie ad un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali - Servizio rapporti internazionali e partenariato territoriale) per un totale di 105.000 euro, finalizzati per la gran parte all'acquisto di strumentazioni ed allestimenti per labortorio.
Da sinistra: Claudio Tiribelli (FIF), Joquin Rodriguez (CAIC), Alejandro Ceccatto (MinCyT), Sabrina Corsucci (FIF), Eduardo Seminara (UNR), Gabriele Paparo (Addetto Scientifico, Ambasciata d'Italia Buenos Aires), Oscar Fay (Presidente, Fundación Ciudad de Rosario), Diego de Mendoza (Direttore IBR)
Il CSF provvederà alla supervisione scientifica oltre che alla cogestione dei programmi di ricerca e di sviluppo del centro.

Rassegna Stampa

In Italia

Tit Piccolo
Piccolo

In Argentina
Da "La Capital"

09/05/2010 - Rosarinos investigan cómo preservar órganos

Rosario es sede del único laboratorio en Latinoamérica que investiga la preservación de órganos, un trabajo que a futuro significaría aumentar considerablemente la cantidad de tejidos disponibles para trasplantes. El Centro Binacional (Argentina-Italia) de Criobiología Clínica y Aplicada (Caic), dependiente de la Secretaría de Ciencia y Técnica de la Universidad Nacional de Rosario (UNR), se hizo posible gracias a la convergencia de fondos públicos y privados.
(segue)

09/05/2010 - Esfuerzo conjunto con una región de Italia

La creación del Caic es un emprendimiento conjunto entre el Centro Studi Fegato de la Región Autónoma Friuli-Venecia-Giulia, de la Universidad de Trieste y la UNR. Se levantó gracias al aporte de la Cámara de Italiana de Comercio, la Embajada de Italia, la Fundación de la Ciudad de Rosario, la Fundación Ciencias Médicas, la Bolsa de Comercio y particulares, como una familia que donó el inmueble (400 metros cuadrados) donde actualmente funciona el laboratorio.
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28/10/2009 - Lanzaron el centro de criobiología

El Centro Binacional Argentina-Italia de Investigaciones en Criobiología Clínica y Aplicada (Caic) quedó inaugurado ayer en Arijón 28 bis. Unico en el país y tercero en Latinoamérica, el nuevo espacio posiciona a Rosario como productor de conocimiento acorde a los desafíos estratégicos actuales y por venir.
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24/10/2009 - Buscan posicionar a Rosario como referente mundial en biotecnología

Rosario formará parte de proyectos científicos de primer nivel a través de dos convenios internacionales. El martes se presentará en sociedad el Centro Binacional de Criobiología Clínica y Aplicada que vincula a esta ciudad con Italia. Además, el consulado de España confirmó el buen ritmo de las gestiones para que su país aporte cinco millones de euros a la construcción de un espacio de investigación biotecnológica.
(segue)

VIDEO PRESENTAZIONE DEL CRYOCENTER



Fondazione del Fegato - Primo Compleanno
02/08/2009 - Da "Il Piccolo"

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