Clinica Patologie del Fegato

Il Progetto Dionysos?

Correva l'anno 1991, quando i ricercatori del Fondo per lo Studio delle Malattie del Fegato si posero alcune semplici domande: 1) Quanti sono i cittadini colpiti da malattie di fegato? 2)Esistono alimenti o abitudini di vita che possono causare un tale danno?

Dopo avere sottoposto a indagini più di 7000 persone la fotografia della situazione generale emersa dal Progetto Dionysos è che le malattie croniche di fegato sono tre volte più diffuse di quelle che ci si aspettava. Per fortuna, la maggior parte di queste ha un decorso lungo (20-30 anni) e molto spesso non è causa di morte, a meno che la malattia non sia aggressiva. Purtroppo, quasi tutte le malattie croniche di fegato non danno sintomi o segni apparenti di sé e la loro scoperta è molto spesso occasionale, mediante alcune analisi del sangue.

1 – Quanti sono i cittadini colpiti da malattie di fegato?
Si presumeva che in Italia ci fossero dai 40 ai 60.000 ammalati di cirrosi. Dal Progetto Dionysos emerge che almeno l'1% della popolazione italiana è ammalata di cirrosi epatica (il che significa 600.000 ammalati), che 40.000 sono gli italiani affetti da tumore maligno del fegato e che ben 10 milioni di italiani dai 12 ai 65 anni hanno qualche esame del sangue relativo alla funzionalità epatica alterato (le famose transaminasi). Ecco allora che da questi nostri dati le malattie croniche di fegato assumono sempre più il ruolo di "malattia sociale".

2 – Quanti individui sono ammalati gravi e quanti no?
Le malattie croniche di fegato sono risultate essere anche molto subdole. L'80% degli individui riscontrati affetti da una malattia cronica di fegato durante il Progetto Dionysos non aveva alcun disturbo e non sapeva di avere dei problemi al fegato. Il 20% dei soggetti con "problemi di fegato" era in realtà ammalato gravemente (cirrosi, epatite cronica e tumori), anche se spesso non ne conosceva la reale entità.

3 – Quali sono i fattori principali di danno epatico?
Le cause più importanti di danno epatico, identificate dal Progetto Dionysos, sono, in primo luogo, i virus, soprattutto il virus C: circa 2 milioni di italiani convivono quotidianamente con il virus C che alberga nel loro organismo: alcuni si ammalano, altri invece no. Questo virus causa una infiammazione cronica del fegato nel 50-60% dei casi. E' molto subdolo: non dà segno di sé mentre continua lentamente a danneggiare il fegato, portando nell'arco di 25-30 anni, a malattie gravi, quali la cirrosi ed il tumore del fegato.

Coloro che ospitano nel loro organismo, pur non desiderandolo, il virus C, anche se apparentemente sani e con tutti gli esami del sangue a posto, devono usare particolare attenzione ed evitare altri potenziali fattori di danno per il fegato (contrarre altre infezioni virali, non abusare di particolari alimenti) e tenersi periodicamente controllati.

4 – Esistono forse determinati alimenti o abitudini di vita che possono causare un danno al fegato?

Il Progetto Dionysos ha dimostrato per la prima volta che anche il cibo in eccesso può danneggiare il fegato. Sembra infatti che il sovrappeso e l'obesità portino più facilmente dell'alcool ad una situazione che si chiama steatosi epatica, cioè una situazione in cui il fegato risulta sovraccarico di sostanze grasse. La stessa cosa, ma con minor frequenza succede se si bevono alcoolici in maniera smodata (più di 30 grammi di alcool al giorno).

Bevendo un solo bicchiere di vino a media gradazione durante i pasti, non esiste, per una persona sana, alcun rischio di danno per il fegato.

I rischi di danneggiare il feagto aumentano con l'aumentare delle quantità di alcool introdotta. Non si dovrebbe bere a digiuno o comunque fuori dai pasti, né bere bevande alcooliche ad alta gradazione (superalcoolici), o alcoolici "fatti in casa" come vini o grappe o altri liquori senza aver eseguito gli opportuni controlli enologici. Bere alcool in eccesso e per lungo tempo può portare a conseguenze anche gravi per il fegato (cirrosi e tumore) e non solo per il fegato (cervello, pancreas, stomaco, cuore, etc.).

Nonostante ciò, più della metà (60%) dei forti bevitori seguiti per più di 10 anni non ha mostrato alcun segno evidente di malattia di fegato: ciò indica la probabile esistenza di un qualche fattore ereditario, familiare o comunque legato al singolo individuo, che permette al fegato di superare indenne l'assalto dei vari litri di alcool che costoro ingeriscono ogni giorno.