Nome del Gruppo:
Innovative Models for Liver Diseases Unit
Membri:
Cristina Bellarosa (Senior Scientist)
Benedetta Blarasin (PhD Student)
Romar Dabban (PhD Student)
Giorgia Ferron (Master student)
DESCRIZIONE DELL’UNITA’:
L’unità si occupa di sviluppare nuovi modelli sperimentali per lo studio delle malattie epatiche in un’ottica di medicina personalizzata. Due i principali tool sviluppati: epatociti indotti provenienti , in maniera non invasiva, da cellule staminali pluripotenti staminali (iPSC) ottenute da cellule adulte isolate dall’urina e organoidi ottenuti da epatociti adulti.
APPROFONDIMENTI
Modelli innovativi per una medicina realmente personalizzata
Cos’è la medicina personalizzata?
La medicina personalizzata è un approccio alla cura che tiene conto delle caratteristiche uniche di ogni persona, come il patrimonio genetico, lo stile di vita e l’ambiente in cui vive. L’idea è che ogni paziente è diverso, e quindi anche le terapie dovrebbero essere adattate su misura, invece di seguire un’unica soluzione valida per tutti.
La medicina personalizzata punta a curare meglio e in modo più mirato perché permette:
- Prevedere quali farmaci funzioneranno meglio su un certo paziente;
- Individuare precocemente il rischio di sviluppare alcune malattie;
- Monitorare in modo più preciso l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti.
Per questo motivo è considerata un approccio innovativo da privilegiare e sviluppare in medicina.
A cosa serve la medicina personalizzata in epatologia?
Nonostante i grandi progressi della medicina, esistono ancora diverse malattie del fegato di cui non conosciamo ancora i meccanismi molecolari che le determinano. Per questo non sempre è possibile fare una diagnosi accurata, e di conseguenza, anche le terapie risultano limitate o inefficaci.
Come si fa medicina personalizzata in epatologia?
Per migliorare la diagnosi e le terapie è fondamentale disporre di modelli sperimentali che riescano a riprodurre in laboratorio il funzionamento del fegato umano, l’evoluzione delle patologie e che possano essere ottenuti a partire dal singolo paziente.
La nostra unità ha sviluppato, quali modelli sperimentali innovativi gli epatociti indotti e gli organoidi epatici.
Gli epatociti indotti sono cellule del fegato ottenute in laboratorio a partire dal paziente o da un donatore. Anche se non sono identici al 100% agli epatociti naturali, ne imitano molte caratteristiche e funzioni fondamentali, come il metabolismo di farmaci, la produzione di proteine plasmatiche o la gestione di sostanze tossiche.
Gli organoidi epatici sono piccole strutture tridimensionali coltivate in laboratorio che imitano alcune funzioni e l’organizzazione del fegato umano. Non sono veri e propri mini-fegati, ma riproducono abbastanza bene il comportamento delle cellule epatiche, rendendoli un modello molto utile per la ricerca.
